22/11/2011
Massacra di botte l’ex moglie perché voleva il figlio.
È successo a Foggia. Un marito riunisce la famiglia, padre, madre, fratello, e sorella, per un raid contro l’abitazione dell’ex moglie per sottrarle il figlio di quattro mesi. Un raid in piena regola dato che, invece di suonare, sfondano la porta per entrare. Una volta dentro, prendono a botte la ex moglie e la madre di lei. I vicini, pur se minacciati dal gruppo di incursori, chiamano il 113. Arrivati sul posto, gli agenti impongono al quintetto di riconsegnare il figlio che, mentre prendevano a botte le vittime era stato “affidato”, con l’intento di sottrarlo alla madre, alla madre di lui. Nel frattempo la ex moglie ha un malore e viene portata al pronto soccorso – qui, dall’articolo, sembra che ha portarla al pronto soccorso sia stato il quintetto, cioè, sembra che gli agenti non abbiano fatto nessuna azione contro gli aggressori. Qui, il quintetto, non contento delle botte precedenti, ricomincia a inveire e a prendere a pugni e calci l’ex moglie e la madre di lei minacciandole di morte se non avessero consegnato il bambino. Un inserviente, intervenuto a sedare la lite s’è preso un pugno rimanendo tramortito. Nel colmo dell’ira, il marito ha afferrato un tripode metallico e ha colpito l’ex moglie al viso facendole uscire un occhio dall’orbita e fracassandole la mascella e rotto parecchi denti. L’ex moglie è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico.
Tutto questo è successo il 29 di agosto, ma i tre aggressori sono stati arrestati dopo due mesi di indagine.
C’è qualcosa che non torna in questa orrenda storia. Innanzi tutto, perché non sono stati arrestati subito dopo le aggressioni? I testimoni cerano, eppure c’è voluta la denuncia della vittima affinché si potesse procedere all’arresto. Denuncia che la signora è riuscita a fare con l’aiuto di una psicologa, cioè, dopo aver superato il trauma, cioè, se non fosse riuscita a superare il trauma, il terzetto sarebbe ancora libero.
In secondo luogo, la violenza brutale con cui l’ex marito ha usato contro la donna va ben al di là della semplice, se pur condannata con 4 anni di carcere, violenza privata. Colpendola ripetutamente al volto, avrebbe anche potuto ucciderla o, comunque, renderla disabile. Una violenza simile e per motivi che si suppone siano legati all’affido del figlio alla madre, ovvero, che vanno contro una decisione del tribunale, non può essere tollerata.
L’uomo doveva essere fermato subito dagli agenti che sono intervenuti su denuncia dei testimoni!
14:25 Scritto da: francescoverduc in Cronaca di ordinaria follia, SOCIETA' | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: cronaca, violenza sulle donne | OKNOtizie |
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Commenti
alla solita E RICONOSCIUTA INEFFICIENZA ITALIANA si aggiunge una giustizia italiana ingiusta..........dispiace di cuore per la malcapitata.
Scritto da: silvy | 22/11/2011
Rispondi a questo commentoEh si, purtroppo. Grazie del commento
Scritto da: francescoverduc | 22/11/2011
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