30/11/2011
Amnesty International contro la condanna all’ergastolo per i minorenni.
In un rapporto appena pubblicato, Amnesty si dichiara contro la pena dell’ergastolo senza possibilità di rilascio sulla parola nei confronti dei minorenni in vigore negli Usa e chiede di riesaminare i casi di oltre 2500 prigionieri che si trovano in carcere anche per reati commessi a 11 anni.
Gli stati uniti sono l’unico paese che condanna all’ergastolo senza possibilità di rilascio sulla parola i minorenni, e, assieme alla Somalia, non ha ratificato la convenzione ONU sui diritti dell’infanzia che proibisce, espressamente, l’imposizione della condanna all’ergastolo senza possibilità di rilascio sulla parola, per i reati di qualsiasi gravità siano, ai minori di 18 anni; convenzione ratificati da tutti gli altri paesi del mondo.
Che dire? Dovrebbe essere ovvio che in un paese, gli Usa, dove chi ha meno di diciotto anni non può votare, acquistare alcolici, biglietti della lotteria e non può dare il consenso alla maggior parte delle cure mediche, non dovrebbe nemmeno essere processato e condannato come un adulto. Invece succede proprio la dove, per molti occidentali, risiede la base delle nostre democrazie.
Ma, a parte questo, ci sono due cose importanti di cui la legislatura statunitense non tiene conto.
Primo,:processare un minorenne come un adulto, significa non considerare la natura stessa dell’individuo nel suo divenire. Significa mettere sullo stesso piano di sviluppo un individuo razionale e uno che ancora sta sviluppando la propria razionalità. Significa pretendere che l’adolescente abbia la stessa capacità di analisi, la stessa comprensione del mondo che lo circonda dell’adulto.
Secondo, condannare un adolescente con pene previste per l’adulto, significa non capire, o rifiutarsi di comprendere sia gli eventi che hanno portato l’adolescente a commettere il reato che l’incapacità dell’adolescente di . Certo, l’omicidio è uguale sia che l’abbia commesso l’adulto sia l’adolescente, il punto, però, non è solo il reato in se ma anche la capacità di controllare la causa scatenante che, per forza di cose, avviene in modo diverso nell’adolescente rispetto all’adulto che, nel suo divenire ha sviluppato tale capacità. Questo significa che, nell’adulto, qualora commette un delitto qualsiasi, il più delle volte lo commette in modo razionale, mentre, nell’adolescente, in modo particolare nei casi di abusi e altri soprusi, il delitto è sempre una difesa che adotta proprio per la mancanza della conoscenza necessaria a sviluppare la razionalità. Insomma, l’adolescente non ha ancora i requisiti per poter parlare di vendetta, premeditazione o altre caratteristiche che distinguono i delitti dell’adulto.
Inoltre, con l’ergastolo senza possibilità di rilascio sulla parola, può determinare la resistenza dell’adolescente al recupero – cosa abbastanza comprensibile dato che sa di dover passare la vita in carcere, ovvero, sa di non poter più fare parte della comunità civile (?), mentre, se ci fosse, almeno, la possibilità di rilascio sulla parola, sarebbe maggiormente incentivato al recupero fino alla piena consapevolezza del reato commesso e il rientro in comunità. Cosa che per un adolescente è molto più facile rispetto all’adulto.
Ben venga, perciò, la dichiarazione di Amnesty International contro questo abuso sperando che anche gli Usa comprendano finalmente l’importanza del recupero dei minorenni rispetto alla loro condanna (a morte) definitiva.
17:48 Scritto da: francescoverduc in DIRITTI, SOCIETA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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La pace come mezzo per la conquista.
In questi ultimi 65 anni in cui l’Europa ha conosciuto la pace in termini di conflitti interni – conflitti che, per due volte (prima e seconda guerra mondiale) si sono allargati al resto del mondo e che – non si può affermare che le guerre, e il pericolo di guerra mondiale, siano andate diminuendo nel mondo anzi, sono molti, troppi, i conflitti sparsi nel mondo. Africa, America Latina, nord Africa, medio oriente e sud est asiatico, sono i principali focolai locali i cui effetti si potrebbero allargare diventando conflitti globali.
In questi conflitti, la partecipazione dell’Europa è presente in modo abbastanza massiccio sia sul piano diretto con militari e mezzi – vedi guerra del golfo, irakena e afgana - che sul piano indiretto con la vendita di armi ai paesi in conflitto.
Questo rende il processo di pace, intrapreso dalla fine della seconda guerra mondiale e che vede l’ONU presente, con la forza militare internazionale, come mediatore per il cessate il fuoco tra le fazioni in conflitto, molto debole a causa degli interessi alla base dei conflitti. Interessi che sono identificabili: nell’approvvigionamento di materie prime – in primo luogo, il petrolio e il gas -, nell’occupazione di nuovi territori fertili, sfruttamento delle foreste (taglio) con lo scopo di recuperare terreno ai pascoli e alle coltivazioni. Il tutto per mantenere e sviluppare il modello occidentale – che si è diffuso anche nei paesi del sud est asiatico inclusa la Cina – basato sul consumo indiscriminato delle risorse.
A questo, va aggiunto la volontà dei paesi poveri di svilupparsi e le tante situazioni di disagio climatico che, se nei paesi ricchi producono costi aggiuntivi al bilancio statale, in quelli poveri provocano situazioni di invivibilità che determina il continuo flusso migratorio verso i paesi ricchi.
Tutto questo, però, invece di convogliare la ricchezza alla soluzione dei problemi in termini di una politica internazionale mirata a risolvere i problemi equamente, ha spinto i paesi ricchi a premunirsi “conquistando” sempre più territori per far fronte alle proprie esigenze. Va detto che, la conquista, non sempre avviene con l’aggressione fisica diretta, anzi, il più delle volte, avviene con la creazione di governi compiacenti sul territorio che si vuole conquistare impedendo, così, lo sviluppo dello stesso. Questo permette agli “aggressori” di fare accordi convenienti per lo sfruttamento del territorio – si veda gli accordi con la Libia per il petrolio fatti con un dittatore o lo sfruttamento del petrolio nigeriano che, in trent’anni di esportazioni, con un incasso di 320 miliardi, la Nigeria non è riuscita a creare un benessere diffuso ma, al contrario, il 75% della popolazione vive in povertà – senza curarsi delle popolazioni. Il che implica che l’aggressore non è interessato allo sviluppo del territorio che sfrutta, anzi, più il popolo è povero, più possibilità ci sono di sfruttarlo.
Questo però implica anche la possibilità di guerre interne determinate proprio dalla povertà; ma questo non da nessun fastidio all’aggressore che, anzi, potrà contare su più interlocutori (essendo i “rivoluzionari” di quel territorio poveri, dovranno dipendere sempre da uno sfruttatore/aggressore per le armi divenendo cosi, a sua volta, controllato proprio da coloro che combatte perché, pur essendo diverso l’aggressore con cui si accorda, alla fine fa sempre parte della congrega internazionale che si divide la torta) per portare avanti il suo progetto aggressivo. In questo contesto, l’Europa si colloca tra i maggiori fautori delle aggressioni ai paesi poveri. Aggressioni che, come detto sopra, avvengono, in prevalenza, in modi indiretti e senza che l’aggredito si renda conto dell’inganno.
Pertanto, anche il processo di pace che ci viene riproposto quotidianamente, non è altro che un palliativo per nascondere la realtà; Il benessere che abbiamo non deriva tanto dalle nostre capacità tecnologiche e sociali, quanto dalla capacità di aggredire i popoli accettando la teoria che sia per il loro bene.
13:03 Scritto da: francescoverduc in GUERRA E PACE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: guerra, pace, popoli, aggressoini | OKNOtizie |
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29/11/2011
Arrestato il titolare della Eureco dove morirono 4 operai.
Un anno fa, a Paderno Dugnano, in provincia di Milano, nella ditta di smaltimento rifiuti morirono 4 operai in un incendio causato da un’esplosione. Dopo l’indagine, durata un anno, il proprietario è stato arrestato. Le accuse sono di: omicidio colposo, traffico illecito di rifiuti e violazione in materia di sicurezza sul luogo di lavoro.
Ovviamente, il reato di omicidio colposo è la conseguenza delle violazioni sulla sicurezza. Secondo i risultati delle indagini del Noe, il titolare dell’azienda sarebbe stato pienamente consapevole delle gravi carenze di sicurezza nel suo impianto.
La cosa importante, però, è l’accusa di traffico illecito di rifiuti. Importante e al contempo inquietante perché ha portato alla luce uno scenario di traffico illecito, anche di rifiuto pericolosi e speciali, di rifiuti che il titolare ritirava, facendoseli pagare per lo smaltimento, anche quello più costoso per i rifiuti pericolosi e speciali, per poi, invece di portare quelli pericolosi e speciali nelle discariche autorizzate, li faceva mischiare dai suoi operai e li portava nelle discariche come rifiuti normali pagando meno e realizzando così un profitto più alto. La lavorazione del materiale nel deposito della Eureco avveniva senza nessuna protezione.
Dunque, l’operato di questo “signore”, oltre a commettere una frode, ha messo in pericolo anche l’incolumità – fino alla morte – sia dei suoi operai che dei cittadini. Un comportamento simile, portato avanti con spregio della vita umana, non può essere considerato un semplice omicidio colposo, traffico illecito e violazione sulla sicurezza, ma andrebbe inquadrato in quei reati che mettono a rischio la vita dei cittadini.
20:56 Scritto da: francescoverduc in CRONACA, SOCIETA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Mette il figlio di tre anni in lavatrice per punizione e l’accende.
È successo nella cittadina di Germigny-l'Eveque nella Seine-et-Marne, in Francia. Un padre trentatreenne, per punire il figlio di tre anni comportatosi male all’asilo, lo mette nella lavatrice e l’accende. La madre del piccolo, presente al fatto, interviene solo dopo togliendolo, ormai morto, e correndo a chiedere aiuto dicendo che il piccolo era caduto. I due sono già stati arrestati. Ha dire come si sono svolti i fatti è stata la sorellina del piccolo che ha visto la madre mentre lo toglieva dalla lavatrice.
Un fatto a dir poco esecrabile. Se capire come si possa arrivare a uccidere è incomprensibile, se capire l’assassinio, ma anche il maltrattamento, lo sfruttamento e l’”uso” (si, l’uso, perché la pedofilia è anche usare il minore come oggetto dei propri insani e depravati desideri) sessuale del minore, di un essere indifeso, è inconcepibile, a maggior ragione lo è l’uccisione di un figlio. Se poi ci mettiamo anche il modo con cui tanti figli vengono sfruttati, maltrattati, abusati e uccisi, è, addirittura, esecrabile. Si, esecrabile, da odiare e, pertanto, condannare senza riserve chi commette un qualsiasi delitto contro i minori.
11:40 Scritto da: francescoverduc in Cronaca di ordinaria follia, SOCIETA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: violenza su minori | OKNOtizie |
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28/11/2011
Acqua pubblica: tentativo dei gestori privati per vanificare il referendum del 12 13 Giugno.
Secondo quanto scritto nell’articolo proposto, a quanto sembra, i 27 milioni di si al referendum del 12-13 Giugno, rischiano di essere vanificati dai gestori privati che hanno messo in campo battaglie legali per aggirare il referendum.
Ci si aspettava che, dopo il referendum, se avessero vinto i si, venissero fatte leggi adeguate per il passaggio dal privato al pubblico, che la gestione degli acquedotti, almeno progressivamente, passasse in mano al gestore pubblico o a società controllate da enti pubblici. Invece sembra che non sia così. A rendere più difficile il passaggio, se mai ci sarà, è il provvedimento governativo sulle privatizzazioni che, ovviamente, da spazio ai gestori privati per le loro vertenze giudiziarie.
Vertenze che non servono solo a far rispettare gli accordi presi tra autorità e gestori nel “vecchio regime” – è ovvio che non si può recedere da un contratto di punto in bianco – ma a mantenere il business, cioè a mantenere quegli introiti derivanti da quel 7% di utile sugli investimenti.--- No! I gestori privati, non ci stanno proprio a perdere un settore prolifico come quello dell’acqua.
Col comportamento dei privati e dei governi, si pone un altro problema ben più importante, e grave: le privatizzazioni viste come unico mezzo per la gestione dei beni pubblici – va considerato che il referendum non si riferiva solo ed esplicitamente all’acqua ma a tutti i beni di proprietà dello stato incluse: spiagge, terreni, aree boschive ecc.
A quanto sembra, lo stato non è intenzionato a retrocedere sulle privatizzazioni anche se, al momento, si riferiscono solo ad immobili di proprietà di enti pubblici e amministrazione pubblica; di fatto, la loro privatizzazione è stata inserita nelle ultime due manovre e giustificata dalla crisi. Inoltre, non si tiene minimamente in considerazione la volontà dei cittadini uscita dal referendum.
È per questo che i comitati per l’acqua si sono dati appuntamento il 26 novembre scorso.
Da “FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA”: “Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa. --- Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum. Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia”.
Per concludere, tenere alta la guardia è il minimo che possiamo fare. Bisogna evitare che i cittadini si convincano dell’inutilità dei referendum vista la volontà dei poteri di contrastarli e, all’occorrenza, di aggirarli con leggi apposite e vertenze che possono durare all’infinito.
16:51 Scritto da: francescoverduc in CRONACA, SOCIETA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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27/11/2011
La differenza.
Qual è la differenza tra me e gli altri? Tutto ciò che io sono
17:32 Scritto da: francescoverduc in PENSIERI LIBERI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Speranza infranta
La riva è vicina,
S’infrange la speranza
Contro lo scoglio.
--------------
Corpi nascosti,
Custoditi dal mare
Nell’acque scure.
------------
Ingrata sorte
Che la vita gli tolse
Nel fior degli anni.
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Sorrisi tristi
Su volti emaciati
Da miseria segnati
---------------------
Rullava la barca
Sull’onda s’impennava
Della tempesta.
-----------------------
D’essere morti
Digrignano i denti
Consapevoli.
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Da crude realtà
Da fame e miseria
Sono fuggiti
16:49 Scritto da: francescoverduc in HAIKU | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Ok dalla quarta commissione difesa della camera per l’acquisto di armi per 500 milioni di euro.
È proprio il caso di dire che certi settori economici non conoscono ne crisi ne oppositori al loro sviluppo.
È del 23 novembre la notizia dell’ok bipartisan della commissione difesa della camera per l’acquisto di ingenti quantitativi di armi per un valore, sembra, di 500 milioni di euro. La cosa lasca perplessi perché il periodo che stiamo attraversando presupporrebbe la limitazione di spese non inerenti alla crescita ne, tantomeno, privilegiare un settore a scapito degli altri.
Spendere soldi per armamenti a sostegno di una guerra, quella Afgana, che s’è ormai dimostrata inconcludente e, pertanto, richiederebbe soluzioni diverse dalla forza, indica la volontà di non credere nella possibilità che si possa creare una condizione diversa, pacifica, per la soluzione dei problemi che affliggono l’umanità. Significa anche che, i governi, dopo l’esperienza dell’ultima guerra mondiale, non hanno compreso affatto i rischi di un possibile allargamento dei conflitti oggi esistenti. Allargamento che si può verificare anche a causa della crisi economica che sta prendendo sempre più l’aspetto mondiale – si può dire che anche la seconda guerra mondiale sia natta dalla crisi economica degli anni trenta.
Tornando alla spesa approvata dalla commissione difesa, va aggiunto che la spesa militare totale del 2011 è di oltre 20 miliardi di euro, 3,4 miliardi in più rispetto al 2010 – una manovra economica. Questi soldi si potrebbero utilizzare benissimo per rimettere in sesto il debito pubblico senza aumenti di tasse e dilazione del periodo lavorativo per la pensione – che, comunque, non ritengo determinante per la crisi.
Inoltre, un comportamento simile non implica lasciare a se stessi i militari impegnati in Afganistan perché basterebbe riportarli a casa e ammettere, una volta per tutte, che la guerra non è la soluzione ai problemi.
13:05 Scritto da: francescoverduc in POLITICA, SOCIETA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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26/11/2011
I politici, rinunceranno ai loro privilegi? No!
Anche i politici faranno sacrifici. Si, eliminando il vitalizio a partire dal 2018 solo ai nuovi eletti.
Secondo una comunicazione del senato, ha approvato all’unanimità la delibera che prevede il superamento dell’attuale sistema dei vitalizi a partire dalla prossima legislatura per i nuovi eletti.
Ma com’è oggi la norma? Da il Resto del Carlino: “secondo le norme vigenti, un parlamentare della Repubblica Italiana ha il diritto di riscuotere la pensione dopo avere maturato un mandato completo di 5 anni e avere compiuto 65 anni. Per ogni anno in più di mandato, l'accesso alla pensione diminuisce di un anno. Attualmente, il vitalizio minimo equivale al 20 per cento dell'indennità lorda: 2340,73 euro per i deputati, 2.401,10 euro per i senatori. Ogni anno di mandato fa scattare il 4 per cento del vitalizio. Il tetto massimo si tocca al compimento del quindicesimo anno di mandato: 7.022,184 euro per gli ex deputati e 7.203, 30 euro per gli ex senatori”.
Innanzi tutto, leggendo le cifre, è ovvio presupporre che i parlamentari difficilmente rinunceranno ai diritti acquisiti, e questo ci porta a pensare che faranno pagare ai nuovi eletti il costo dei loro vitalizi ma, al contempo, non disdegnano di accusare i lavoratori di avere, con i loro diritti, messo a rischio il futuro dei giovani.
Inoltre, la riforma riguarda solo i nuovi eletti, cioè, i parlamentari che saranno eletti nella prossima legislatura, gli altri continueranno a beneficiare dei privilegi acquisiti. Questo ci dovrebbe far riflettere su una cosa: perché ai lavoratori viene imposta una riforma retroattiva uguale per tutti – nella nuova proposta di riforma si vuol equiparare anche coloro che nella riforma Dini continuerebbero ad andare in pensione col regime precedente alla riforma Dini – mentre ai parlamentari addirittura la riforma si applica post attiva? Se il problema pensioni viene inserito nelle cause dell’aumento del debito, non si capisce perché non si abolisca l’attuale sistema dei vitalizi equiparando la pensione dei parlamentari, in modo retroattivo, a quella dei lavoratori; la riforma pensioni dovrebbe valere per tutti!!
In secondo luogo, usare due metri di giudizio per lo stesso problema, equivale, oltre che calpestare i diritti dei lavoratori, ad allargare le distanze tra i cittadini e gli “eletti” che, pur essendo eletti dal popolo per curare i diritti di tutti, si sentiranno ancor più in dovere di curare prima i propri senza curarsi di quelli altrui.
Concludendo, la deliberà del senato non assicura in nessun modo l’eliminazione dei privilegi dei politici che, comunque, percepiscono uno stipendio da nababbi senza un riscontro reale in fatto di politiche sociali, ovvero, quelle politiche per cui il cittadino li elegge.
Molti, o forse tutti, quelli che non vanno ha votare, più che delusi o sfiduciati, hanno acquisito la certezza che i politici sono, a tutto campo, una classe vera e propria; la classe che ha sostituito i monarchi mantenendo, però, i privilegi del monarca. O, se preferite, hanno ucciso il monarca per prenderne il posto e usufruire dei suoi privilegi.
14:52 Scritto da: francescoverduc in POLITICA, SOCIETA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vitalizi, pensioni, privilegi, senato | OKNOtizie |
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25/11/2011
Alba

Alba sul mare
Il mattino ha loro in bocca. Almeno cosi si dice. Ma con tutto quest’oro, dopo 59 anni ne dovrei avere a quintali, come mai non sono diventato ricco?
21:27 Scritto da: francescoverduc in PENSIERI LIBERI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: alba | OKNOtizie |
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