31/01/2012
Chiesta perizia psichiatrica per Totò Riina.
ANSA
Totò Riina, il noto criminale e boss mafioso che “lottò” contro lo stato a suon di attentati dove morirono molte persone, che uccise e fece uccidere altre persone, che decretò l’eliminazione dei familiari dei pentiti fino al 20° grado di parentela e che è stato condannato a svariati ergastoli per le sue attività criminali, è riuscito ad ottenere, per mezzo del suo avvocato, la perizia psichiatrica perché “non più in grado di intendere e di volere”. La richiesta è stata avanzata nel processo d’appello per l’omicidio di Giovanni Mungiovino, politico Dc ucciso nell’83.
La perizia psichiatrica, nel procedimento penale, serve per determinare se l’imputato, al momento del crimine, era capace di intendere e volere (art. 85 del codice penale). Nel caso venga determinato che non lo era, cade l’accusa perché: Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. È imputabile chi ha la capacità d’intendere e di volere.
Come si possa valutare la capacità di inendere e di volere di un imputato dopo quasi trent’anni dal fatto, considerando anche il cospicuo curriculum criminale del soggetto, è un mistero. Ma anche se dovesse risultare che, al momento di quel determinato delitto, il soggetto non fosse in grado di inendere e di volere, rimangono sempre in essere le condanne all’ergastolo di molti altri delitti e quello di eversione contro lo stato come capo mafioso.
Totò Riina, il noto criminale e boss mafioso che “lottò” contro lo stato a suon di attentati dove morirono molte persone, che uccise e fece uccidere altre persone, che decretò l’eliminazione dei familiari dei pentiti fino al 20° grado di parentela e che è stato condannato a svariati ergastoli per le sue attività criminali, è riuscito ad ottenere, per mezzo del suo avvocato, la perizia psichiatrica perché “non più in grado di intendere e di volere”. La richiesta è stata avanzata nel processo d’appello per l’omicidio di Giovanni Mungiovino, politico Dc ucciso nell’83.
La perizia psichiatrica, nel procedimento penale, serve per determinare se l’imputato, al momento del crimine, era capace di intendere e volere (art. 85 del codice penale). Nel caso venga determinato che non lo era, cade l’accusa perché: Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. È imputabile chi ha la capacità d’intendere e di volere.
Come si possa valutare la capacità di inendere e di volere di un imputato dopo quasi trent’anni dal fatto, considerando anche il cospicuo curriculum criminale del soggetto, è un mistero. Ma anche se dovesse risultare che, al momento di quel determinato delitto, il soggetto non fosse in grado di inendere e di volere, rimangono sempre in essere le condanne all’ergastolo di molti altri delitti e quello di eversione contro lo stato come capo mafioso.
17:14 Scritto da: francescoverduc in Giustizia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mafia, giustizia, totò ruiina | OKNOtizie |
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