30/11/2011

La pace come mezzo per la conquista.

 

In questi ultimi 65 anni in cui l’Europa ha conosciuto la pace in termini di conflitti interni – conflitti che, per due volte (prima e seconda guerra mondiale) si sono allargati al resto del mondo e che  – non si può affermare che le guerre, e il pericolo di guerra mondiale, siano andate diminuendo nel mondo anzi, sono molti, troppi, i conflitti sparsi nel mondo. Africa, America Latina, nord Africa, medio oriente e sud est asiatico, sono i principali focolai locali i cui effetti si potrebbero allargare diventando conflitti globali.

In questi conflitti, la partecipazione dell’Europa è presente in modo abbastanza massiccio sia sul piano diretto con militari e mezzi – vedi guerra del golfo, irakena e afgana - che sul piano indiretto con la vendita di armi ai paesi in conflitto.

Questo rende il processo di pace, intrapreso dalla fine della seconda guerra mondiale e che vede l’ONU presente, con la forza militare internazionale, come mediatore  per il cessate il fuoco tra le fazioni in conflitto, molto debole a causa degli interessi alla base dei conflitti. Interessi che sono identificabili: nell’approvvigionamento di materie prime – in primo luogo, il petrolio e il gas -, nell’occupazione di nuovi territori fertili, sfruttamento delle foreste (taglio) con lo scopo di recuperare terreno ai pascoli e alle coltivazioni. Il tutto per mantenere e sviluppare il modello occidentale – che si è diffuso anche nei paesi del sud est asiatico inclusa la Cina – basato sul consumo indiscriminato delle risorse. 

A questo, va aggiunto la volontà dei paesi poveri di svilupparsi e le tante situazioni di disagio climatico che, se nei paesi ricchi producono costi aggiuntivi al bilancio statale, in quelli poveri provocano situazioni di invivibilità che determina il continuo flusso migratorio verso i paesi ricchi.

Tutto questo, però, invece di convogliare la ricchezza alla soluzione dei problemi in termini di una politica internazionale mirata a risolvere i problemi equamente, ha spinto i paesi ricchi a premunirsi “conquistando” sempre più territori per far fronte alle proprie esigenze. Va detto che, la conquista, non sempre avviene con l’aggressione fisica diretta, anzi, il più delle volte, avviene con la creazione di governi compiacenti sul territorio che si vuole conquistare impedendo, così, lo sviluppo dello stesso. Questo permette agli “aggressori” di fare accordi convenienti per lo sfruttamento del territorio – si veda gli accordi con la Libia per il petrolio fatti con un dittatore o lo sfruttamento del petrolio nigeriano che, in trent’anni di esportazioni, con un incasso di 320 miliardi, la Nigeria non è riuscita a creare un benessere diffuso ma, al contrario, il 75% della popolazione vive in povertà – senza curarsi delle popolazioni. Il che implica che l’aggressore non è interessato allo sviluppo del territorio che sfrutta, anzi, più il popolo è povero, più possibilità ci sono di sfruttarlo.

Questo però implica anche la possibilità di guerre interne determinate proprio dalla povertà; ma questo non da nessun fastidio all’aggressore che, anzi, potrà contare su più interlocutori (essendo i “rivoluzionari” di quel territorio poveri, dovranno dipendere sempre da uno sfruttatore/aggressore per le armi divenendo cosi, a sua volta, controllato proprio da coloro che combatte perché, pur essendo diverso l’aggressore con cui si accorda, alla fine fa sempre parte della congrega internazionale che si divide la torta) per portare avanti il suo progetto aggressivo. In questo contesto, l’Europa si colloca tra i maggiori fautori delle aggressioni ai paesi poveri. Aggressioni che, come detto sopra, avvengono, in prevalenza, in modi indiretti e senza che l’aggredito si renda conto dell’inganno. 

Pertanto, anche il processo di pace che ci viene riproposto quotidianamente, non è altro che un palliativo per nascondere la realtà; Il benessere che abbiamo non deriva tanto dalle nostre capacità tecnologiche e sociali, quanto dalla capacità di aggredire i popoli accettando la teoria che sia per il loro bene.

 

13:03 Scritto da: francescoverduc in GUERRA E PACE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: guerra, pace, popoli, aggressoini | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa