Prima parte. L'idea di libertà.
Paradossalmente, è dittatore chi rivendica la massima liberta per sé.
Essendo, la libertà, un concetto che non può prescindere dal rispetto degli altri componenti del gruppo a cui si appartiene, colui che la rivendica per sé deve mediarla con gli altri, se non lo fa - pretende cioè di essere libero di fare ciò che vuole -, se non rispetta l'altrui libertà, ma vuole agire indisturbato, deve prevaricare sugli altri e negare loro quella libertà che lui stesso pretende.
L'idea di libertà
Molti pensano nel loro intimo di essere nati liberi, indipendentemente dalle leggi che regolano la società e dalle naturali dipendenze che la vita ci impone. Credono che la società sia stata inventata dai pochi per controllare i molti e, pertanto, un "campo di battaglia" dove vige la legge del più forte. Un campo di battaglia dove esprimere senza costrizioni e senza limiti di mezzi la propria libertà. Niente di più sbagliato. La società esiste per naturale necessità di far fronte alle difficoltà della vita in un mondo ostile. In primo luogo serve per regolare le necessità primarie - l'accumulo dei beni essenziali presuppone un'organizzazione complessa, oltre che alle tecniche necessarie, sin dall'inizio, perciò, nel momento in cui l'uomo incomincia ad accumulare beni per poi ridividerli, ha già sperimentato la convivenza in gruppi più o meno grandi e, perciò, anche alcune regole sociali anch'esse primarie ma non complesse - che stanno alla base della sopravvivenza. Solo in un secondo tempo (dopo aver regolato le necessità primarie) sopravviene la necessità di regolare i rapporti umani (politica) attraverso regole sempre più complesse e, pertanto, elaborate partendo, non più dalle necessità dei singoli individui ma del gruppo. Queste persone, nate in una civiltà evoluta, dove le necessità sono, anche se sussistono ancora grossi problemi di ripartizione della ricchezza, in buona parte limitati, confondono le necessità primarie con i moderni mezzi sviluppatisi dal complesso divenire del pensiero umano basato sempre sul miglioramento dei mezzi per limitare e superare le necessità; per loro, le necessità primarie, non riguardano più la sopravvivenza, ma poter vivere sempre al meglio delle possibilità offerte dallo sviluppo scientifico, di conseguenza, dato che lo sviluppo scientifico è continuo, anche se non costante, vivono in perenne necessità.
Da qui nasce la convinzione che la libertà sia un qualcosa da conquistare individualmente attraverso la lotta tra esseri umani e non un bene che ha valore solo all'interno di una società dove tutti hanno la possibilità di soddisfare le necessità primarie. Questa convinzione serve anche a giustificare il governo dei pochi sui molti.
Scritto da: francescoverduc Link permanente | Commenti (0)


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