15/01/2012
E Bossi ci ripensa, niente panchina a Maroni
Dopo la decisione di impedire a Maroni di tenere comizi sul territorio nelle manifestazioni della lega, ora ci ripensa e al più presto ne terranno uno insieme.
La decisione, a quanto pare, è stata presa dopo che molte segreterie, sindaci e sezioni della lega nord hanno deciso di invitare Maroni ai comizi.
Ma bossi non demorde e, per non ammettere la “sconfitta” dice per mezzo del quotidiano la padania: ''Chi spera in una Lega divisa e da' ascolto a intermediari confusionali rimarra' deluso”.
Come già scrissi, “Pensare che la lega sia vicina alla disgregazione è pura illusione. Bossi e company conoscono benissimo le difficoltà di mantenere compatto il consenso e dovranno spiegare bene la differenza tra obiettivo e prassi politica per ottenerlo”.
La lega, e tanto meno Bossi, non possono permettersi beghe interne perché, al di la delle reazioni della base, anzi, proprio per questo, devono dimostrare una maggior compattezza, se non proprio di vedute, almeno nella capacità di analisi delle divergenze se vogliono evitare il frazionamento in tanti movimenti.
Questo non significa che riusciranno a convincere i tanti cittadini non militanti che l’hanno votata a rinnovare la fiducia, ma se il consenso esterno diminuirà, non sarà certo per le beghe interne ma per l’ambiguità della sua politica. Agli elettori “non allineati” preme di più la soluzione dei problemi che i principi, se questi rimangono, per loro significa che il partito che hanno scelto è inidoneo a risolverli e cambieranno spiaggia.
SPERIAMO!!!!!!
16:40 Scritto da: francescoverduc in LEGA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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14/01/2012
E Bossi mette in panchina Maroni
Fonte il Corriere della Sera
Ormai è evidente la rottura all’interno della lega. Dopo il voto sull’arresto di Cosentino che ha visto Maroni contrapporsi a Bossi, quest’ultimo ha deciso di vietare le manifestazioni della lega in cui è prevista solo la presenza di Maroni. Tutte le manifestazioni già previste ove sia presente solo Maroni devono essere annullate.
Fa paura alla lega la critica interna e il dissenso alla linea del centro, in modo particolare quella dei personaggi influenti come Maroni che, tra l’altro, è uno dei fondatori del movimento, che può portare alla scissione del partito. Allora meglio isolarli cercando di farli passare per traditori; un termine che da solo spiega la struttura chiusa del partito tipica di ogni movimento illiberale.
Poco importa se la chiusura coinvolge anche parte della base che si dissocia dalla politica del centro, ciò che conta è tenere una leadership compatta in modo che la base, pur non essendo d’accordo con parte della politica del centro, si possa identificare nei principi che esprime perché sono i principi, anche se inventati, a fare da catalizzatore intorno al centro; in effetti, sono loro il vero centro. In questo modo, la leadership ne esce immune perché il suo compito primario consiste nell’evitare che il movimento devii, e dal momento che uno dei motivi di deviazione è proprio la critica, essa va isolata a tutti i costi. Non ha nessuna importanza se, in certi casi, la critica individua il pericolo di deviazione della leadership perché l’isolamento serve a mantenere integro il centro che, altrimenti, rischierebbe di sfaldarsi.
L’isolamento del critico o di chi dissente dalla linea del centro, pertanto, non serve solo a mettere in sicurezza la leadership, ma anche a dare un messaggio di compattezza e sicurezza ai sostenitori, siano essi iscritti o simpatizzanti. Un messaggio forte, dunque, in grado di ricompattare l’adezione alla leaderschip lasciando al dissidente l’illusione di poter continuare al di fuori del partito.
E’ per questo che Maroni ha affermato che non mollerà, che rimarrà sempre fedele all’impegno preso con la lega. Capisce benissimo che, se uscisse e formasse un nuovo partito, avrebbe poche scians di ottenere un largo consenso e finirebbe col dividere inutilmente il movimento secessionista; ultima cosa che vorrebbe.
Naturalmente dovrà fare i conti con una leaderschip intenzionata a perseguire l’obiettivo compatta. Obiettivo che rimane inalterato al di la delle scelte fatte partecipando al governo Berlusconi.
Pensare che la lega sia vicina alla disgregazione è pura illusione. Bossi e company conoscono benissimo le difficoltà di mantenere compatto il consenso e dovranno spiegare bene la differenza tra obiettivo e prassi politica per ottenerlo.
Ed è proprio per questo che fanno continuamente leva sul principio fondante del partito: “la secessione per una “padania libera” dal dominio di Roma”.
Concludendo, quello che la base leghista non capisce è che è proprio attraverso la prassi che si creano le maggiori divergenze che, oltre a creare spaccature interne, la devieranno dall’obiettivo finale perché, la politica, è fatta di compromessi sia esterni che interni. Bossi sa benissimo che credere, come fa la base, di poter mantenere l’integrità anche nella prassi è perdente. Che il compromesso è necessario quando si è al governo, che le poche “conquiste” ottenute sono dipese proprio dai compromessi, che se a livello locale si è potuto prendere determinati provvedimenti è grazie ai compromessi fatti a Roma.
Non illudiamoci, allora, che la lega si disgreghi per le divergenze interne.
13:16 Scritto da: francescoverduc in LEGA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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12/01/2012
E i leghisti scelgono le poltrone alla legalità.
Con 309 no e 298 si, la camera a respinto la richiesta di arresto del coordinatore del Pdl in Campania, Nicola Cosentino, accusato di accusato di avere legami di affari e politici con i clan dei Casalesi. Sono stati determinanti i voti della lega e dei radicali.
Dopo il battibecco di ieri tra Maroni che voleva votare si all’arresto e Bossi che “non c’è nulla nella carte, ognuno voti secondo coscienza”, oggi, in aula, i leghisti hanno scelto la linea del boss.
Comunque sia, è ovvio che la lega, oltre a essere diventato un partito, anzi partitino, qualunque, è alla prese con un gruppo parlamentare che preferisce la poltrona agli ideali.
Quello della legalità in politica è sempre stato, almeno a parole, il cavallo di battaglia della lega, l’aver votato a favore di un personaggio indagato per mafia dimostra solo una cosa: che anche la legalità segue agli interessi politici di parte. Difatti, il Pdl, ha cercato in tutti i modi di convincere, parlando personalmente con i leghisti, quanti nella lega erano per l’arresto riuscendoci, c’è da chiedersi cosa si son detti.
Maroni sostiene d’aver ricevuto molti messaggi (dalla base) di rammarico per il mancato arresto. He si, povera base che non si accorge d’essere diventata le fondamenta che tengono in piedi il magna magna degli eletti.
17:45 Scritto da: francescoverduc in LEGA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lega, cosentino | OKNOtizie |
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