26/02/2012
La scienza al servizio della chiesa, secondo il sig. Ratzinger.
foto da Nonciclopedia
“L'unione dell'uomo e della donna in quella comunità di amore e di vita che è il matrimonio, costituisce l'unico luogo degno per la chiamata all'esistenza di un nuovo essere umano, che è sempre un dono”.
Questo è quanto ha detto il Pontefice in occasione dell'udienza alla Pontificia Accademia per la Vita che ha organizzato un convegno sull'infertilità.
Come si possa definire una comunità di amore e di vita il matrimonio in una società tutta tesa all’individualismo, sicuramente, è uno dei misteri della fede. Misteri che non tengono fede della realtà in cui versa l’uomo oggi che, schiacciato tra le esigenze di sopravvivenza e il desiderio di un mondo giusto ed equo, deve rinunciare a quei presupposti necessari alla realizzazione dei suoi desideri.
Avere figli, oggi, implica un impegno che esula dal tema amore perché non basta amare per poter dare una vita degna di tale nome.
Se in passato i figli erano vissuti come un fatto economico - in modo particolare nel mondo contadino dove i maschi rappresentavano braccia per la campagna e le femmine un’entrata economica al momento del matrimonio (cosa che avviene tutt’oggi in parecchie parti del mondo) - oggi, caduti i presupposti di tale visione, i figli, il più delle volte sono vissuti come ingombro per le difficoltà cui la famiglia, o coppia?, deve far fronte per sopravvivere. Pertanto, quello che il papa chiama dono, in realtà è un problema che mette alla prova la coppia portandola, molto spesso, al divorzio. E questo dimostra che la coppia non segue, e non ha mai seguito, un progetto “divino”, che l’amore è altra cosa dall’ideale con cui viene rappresentato.
Il papa afferma anche che le coppie sterili dovrebbero essere aiutate dalla scienza - cosa che la scienza fa da secoli senza l’approvazione del papa - entrando così in contraddizione con quanto detto sopra; se fare figli dipende da un atto d’amore all’interno di una istituzione sacra, che bisogno c’è della scienza?
Se la scienza viene intesa come ricerca costante del significato della realtà, la teoria dell’amore cristiano cattolica, dato che basa la conoscenza sulla parola di dio, non è interessata ai suoi sviluppi che, costantemente, contrasta. Pertanto, affinché la scienza si adatti alla teoria dell’amore cristiano cattolica, non deve essere intesa come ricerca del significato della realtà ma come ricerca della verità della parola di dio; cioè, deve essere al servizio della verità divina che, in teoria, è già stata sviluppata completamente. Il servizio consisterebbe nel trovare prove da presentare ai dubbiosi e non credenti.
Questo modo di intendere la scienza implica lo snaturamento del suo significato intrinseco poiché verrebbe utilizzata, non più come metodo per la comprensione dell’universo e tutto ciò che contiene ma per sostenere la teologia cristiano/cattolica.
Parlare di famiglia e figli in termini di amore come legante dei rapporti sia nella coppia che tra essa e i figli non ha nulla di scientifico, pertanto, chiedere alla scienza di supportare eventuali difetti fisici da parte di uomini di fede cattolica significa usare la scienza in modo utilitaristico poiché la fede, essendo basata sulla parola di dio, che, secondo i cristiano cattolici, è verità assoluta, non ha nessun bisogno della scienza umana.
16:39 Scritto da: francescoverduc in RELIGIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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04/01/2012
I cattolici oltranzisti e gli immigrati
Pontifex Roma
Ogni tanto, sia per curiosità che per conoscenza, faccio una visita a Pontifex Roma, sito cattolico oltranzista della destra religiosa anti comunista.
Leggendo qua e la, m’imbatto nell’articolo sull’aumento della tassa per il permesso di soggiorno.
L’autore, nella prima parte dell’articolo, partendo da pesanti offese nei confronti di quanti hanno protestato per quello che è, a tutti gli effetti, un balzello con due obiettivi: fare cassa sulle spalle dei disperati e limitare le possibilità agli immigrati di ottenere il permesso di soggiorno, arriva a teorizzare, anche se indirettamente, un vero e proprio pogrom contro gli immigrati.
Dice l’autore: A costoro, di venire in Italia, non lo ha ordinato il medico e se le tasse sono salate, possono serenamente tornare da dove sono arrivati. In sincerità: saremmo contenti di vedere tanti figuri del genere in meno nelle nostre città, ne guadagneremmo in sicurezza, felicità e pulizia (sono semplici constatazioni, dato che gli immigrati sono abbandonati a loro stessi e sono vittime della malavita). … vale a dire che, l’immigrazione, non è il frutto della devastazione socio/politica/economica/culturale e RELIGIOSA di quei paesi attuata dal colonialismo moderno occidentale a vocazione CRISTIANA E CATTOLICA e che noi, come responsabili del loro declino, dovremmo aiutare.
Per l’autore, invece, dovremmo difenderci da un’invasione che sta minando la nostra civiltà - che, comunque, non è cattolica come vorrebbe farci credere, ma multi culturale e lo stato è laico e non religioso - con mezzi legislativi repressivi.
L’autore, inoltre, si chiede perché ci prendiamo a cuore la sorte degli immigrati e non facciamo niente per i nostri poveri; sicuramente sta parlando di se e del suo gruppo perché, la società civile, di proteste contro l’attuale politica ne ha fatte, e ne sta facendo, tante, in modo particolare contro la tassazione dei redditi poveri e le pensioni.
Nella seconda parte, l’autore, partendo da un problema condivisibile, quello delle spese militari e, in modo particolare, i caccia F35, si chiede, giustamente, se non sarebbe meglio revocare l’acquisto e spendere quei soldi per cose più importanti. Peccato, però, che queste parole, collegate alla prima parte dell’articolo, suonino alquanto strumentali perché di movimenti pacifisti e anti militaristi ce ne sono e fanno parte di una realtà trasversale e non di parte. Le proteste per le spese militari, e in modo particolare per gli F35, sono molte sia da parte dei movimenti pacifisti e antimilitaristi sia dalla stampa nazionale. Tutti si chiedono se non sia il caso di usare quei soldi per affrontare l’attuale crisi senza dover intervenire sulle tasse, incluso il balzello sulla tassa di soggiorno, che, comunque, sono la causa prima dei disagi attuali.
E’ evidente che all’autore sfugge l’impegno civile contro ogni sopruso, sia esso rivolto agli italiani che agli stranieri, Tutto preso dalla condanna di quelli che chama atei e comunisti, non si accorge di essere scivolato nel più bieco conformismo reazionario cattolico.
13:54 Scritto da: francescoverduc in RELIGIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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02/01/2012
L’ortodossia religiosa all’attacco dello stato laico.
Dal corriere della sera: “Nel quartiere ultra ortodosso di Mea Sharim, la sera dell’ultimo dell’anno, la polizia è stata ricevuta da un migliaio di manifestanti, alcuni dei quali indossavano provocatoriamente le famigerate casacche a righe, come relativo copricapo, le stelle gialle di Davide, le scritte “ebreo”, in tedesco, cucite sul petto”.
La protesta di sabato, organizzata dagli ultra ortodossi, è, chiaramente, una provocazione, ma ha in se una volontà di rivolta nei confronti delle libertà laiche che permettono modi e usi nella vita quotidiana contrari al credo ebraico ortodosso
Gli ebrei ultra ortodossi sono in conflitto con lo stato d’Israele per le sue aperture al mondo laico e stanno lottando affinché le donne non siedano accanto agli uomini sui mezzi pubblici e che tengano un contegno “morale” secondo i dettami della legge ebraica. Che ci siano marciapiedi separati per uomini e donne e, a quanto sembra, anche porte separate per i negozi. Oltre a questo, vorrebbero che le donne portassero il velo.
Diversi episodi, nel recente passato, hanno chiaramente dato l’idea di cosa vogliano gli ortodossi.
Uno tra tutti è quello di Na’ama, una ragazzina di 8 anni che, a causa del suo abbigliamento infantile e colorato, viene quotidianamente fatta oggetto, da parte degli ultra, di pesanti invettive.
Come tutto ciò possa accadere in uno stato laico, forse è riconducibile al fatto che lo stato d’Israele nasce su presupposti religiosi che ne hanno determinato lo sviluppo sin dalle origini.
Non va dimenticato che l’ebreo fa riferimento ad una storia basata sulla religione, quella ebraica, appunto, e che il movimento fondante dello stato, il sionismo, pur essendo laico, porta in se la componente religiosa sin dal nome, che deriva da Sion, il monte dove sorse il primo nucleo di Gerusalemme e che, col tempo, divenne il punto di riferimento per gli ebrei sparsi in tutto il mondo siano essi ortodossi - lo stato d’israele si ricostituirà con la venuta del messia - o nazionalisti nelle loro varie forme: i sionisti che vogliono lo stato d’israele nella terra d’origine con capitale Gerusalemme, i territorialisti che chiedono uno stato senza preferenza del territorio e gli autonomisti che chiedevano l’autonomia degli ebrei nei rispettivi paesi di residenza.
inoltre, il termine Israele è il nome dato da dio ad Abramo quando lo condusse alla terra promessa.
Comunque sia, la religione è talmente presente che, in Israele, esistono e sono riconosciuti, al punto di essere presenti in parlamento, partiti dichiaratamente religiosi - nel senso che possono influenzare lo stato proponendo leggi contrarie ai principi dello stesso. Questo implica la presenza nel parlamento componenti anti sioniste. Componenti che, per loro natura, sono contrarie all’esistenza dello stato; queste componenti sono quelle ortodosse.
In base a quanto detto sopra, risulta evidente la contraddizione dello stato d’Israele; se da una parte, per la sua natura laica, accetta l’esistenza di movimenti estremisti e fondamentalisti, dall’altra, non può permettersi di lasciare la libertà di agire agli stessi perché comprometterebbero l’esistenza stessa dello stato laico.
Detto ciò, c’è poco da meravigliarsi delle proteste degli ultra ortodossi ne, tantomeno della loro pretesa di imporre allo stato la loro legge.
17:18 Scritto da: francescoverduc in RELIGIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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