S’infrangono nell’umida aria …

 

S’infrangono nell’umida aria

 

su miriadi cristalli di polvere

 

i primi raggi del nuovo sole.

 

S’infrangono sul bosco

 

aggrappato al pendio;

 

digradante verso la valle

 

ancora addormentata.

 

 

 

S’affaccia alla finestra l’uomo.

 

Ascolta i primi rumori

 

del giovane mattino

 

che, sfolgorante, s’appresta

 

a cacciare della notte i fantasmi.

 

 

 

Guarda rapito lo spettacolo sublime!

 

Vorrebbe uscire, correre nella luce,

 

gridare al mondo la sua vita,

 

mostrare, in tutta la sua nudità,

 

gli affanni e le fatiche del suo giovane corpo.

 

 

 

Ma non può godersi lo spettacolo,

 

non può uscire e correre libero.

 

Presto dovrà uscire, si,

 

ma incontro al suo destino;

 

 

 

la, nella fabbrica che cupa l’attende

 

col suo pesante carico d’indifferenza;

 

anonima scultura a testimonianza

 

del nulla che avvolge la nostra civiltà.

 

Scritto da: francescoverduc Link permanente | Commenti (0)

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