23/01/2012

Bossi, Maroni e il giuramento di Pinocchio

La foto dei maroniani: Cerchio, se davvero sei magico, SPARISCI!!!!!
Dopo il magna magna romano, la lobby leghista, il cerchio magico, si riscopre rivoluzionaria sperando di recuperare sia l'unità intorno al boss, sia un consenso ormai diviso tra bossiani e maroniani - in proposito si veda l'articolo "Maroni: bossiani pronti a lancio di uova".
Ma la realtà, dopo il magna magna romano, è ben diversa. la base non si fida più delle parole e non crede alla logica del fine che giustifica i mezzi. E indietro non si torna.
Le minacce di Bossi al vecchio "camerata" e amico - si fa per dire - Berlusconi, non fanno più presa ne sull'ex, per modo di dire, alleato ne sulla base che si aspetta una politica indipendente da quella nazionale.

Un Bossi alquanto smorto, quasi cadaverico, quello visto in piazza duomo a Milano, con la contestazione al cerchio magico ormai consolidata e in fase di ribaltare le sorti del vecchio boss al di la delle parole di Maroni sul “non è successo niente, la lega è sempre unita” e degli applausi della platea.
Un Bossi bambino che, di fronte all’evidenza dei fatti, non vuole saperne di mollare e fa i capricci minacciando ritorsioni qualora lo stravecchio amico non faccia cadere il governo Monti definito infame.

Certo che fa un certo effetto - intestinale - sentire certi discorsi fatti da un personaggio che, fino a ieri, predicava il ringiovanimento della politica e che, oggi, cerca di rimanere attaccato alle briglie dei cavalli seduto in cassetta del calesse tutto preso a mantenersi saldo al potere. Da l’idea del vecchio canuto messo in disparte, al ricovero?, che continua a comportarsi come se fosse il capo famiglia mentre tutti lo ignorano.

Insomma, come al solito, incominciano col voler cambiare il mondo per poi rifiutare i cambiamenti più evidenti.

16:45 Scritto da: francescoverduc in satira | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lega, bossi, maroni | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

15/11/2011

L’orgoglio berlusconiano.

 

Berlusconi non è morto, anzi … risorgerà dalle ceneri della disfatta e opererà affinché l’Italia sarà modernizzata. Come debba essere l’Italia modernizzata secondo Berlusconi, penso lo sappiano tutti: liberismo, liberismo e ancora liberismo. Quel liberismo che, dando mano libera alle banche e agli istituti finanziari, ha provocato la concentrazione del capitale in poche mani e, di conseguenza, un utilizzo dello stesso a vantaggio unicamente di chi, il capitale, lo gestisce.

 

Risorgerà, anzi, e già risorto, per portare agli italiani la buona novella del padre padrone che non lascia mai soli i propri figli e che, anzi,  farà di tutto per redimere quelli che hanno perso la retta via a costo, come un padre amorevole, di prenderli a scapocciate. Lui è l’unico capace, il primo assoluto, l’origine e la fine: dopo di me il silenzio! Grida. Dopo di me l’anarchia, la barbarie, il baratro del benessere, del lavoro sicuro, delle patrimoniali, dei diritti, delle pensioni, dei sindacati, della scuola per tutti, delle libertà civili.

 

Sarà l’apocalisse, insomma. Ed è da qui che ripartirà. Dall’apocalisse che ha lasciato, ma anche da dove era partito perché, in fondo, è un personaggio statico, senza fantasia, senza creatività.

 

Ma ripartirà per non deludere i propri elettori? Noooo! Quelli sono già in massima parte delusi. Per accontentare gli industriali? Noooo! Anche loro hanno contribuito a dimetterlo. Per dare fiducia ai mercati? Noooo! Sono loro che l’anno bocciato.

 

Noooo! Ripartirà per soddisfare il suo ego, per non offendere il suo orgoglio. Perché lui l’aveva promesso prima di dimissionarsi: non mollerò finché non avrò modernizzato l’Italia. E per fare questo, dice, anzi, grida – considera i media come cassa di risonanza del suo ego -, non c’è alternativa a me; solo io, l’assoluto, posso creare in Italia il paradiso dove tutti saranno felici (e sottomessi)!

 

L’orgoglio, dunque, è la base del suo operato. Quell’orgoglio che amplifica in modo abnorme l’individualità di ognuno di noi; quell’orgoglio che, se non tenuto a freno, porta l’individuo a ergersi a giudice supremo dell’umano divenire.

 

11:26 Scritto da: francescoverduc in POLITICA, satira | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: berlusconi, dimissioni, governo | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa