Sesta parte: I media e il controllo delle libertà attraverso il controllo del pensiero.

 

Se il controllo dei media è determinante per la manipolazione del pensiero,  non può essere considerato altrettanto per il suo controllo, pertanto, controllare i media non implica il controllo del pensiero, casomai, ne influenza il suo evolversi che, comunque, rappresenta sempre un’autonomia propria – al riguardo, basti pensare al tentativo attuato in Italia dal premier Berlusconi che, pur avendo a disposizione svariati network, alla fine non è riuscito nel suo intento di controllare il pensiero degli italiani che, comunque, più che basare il loro giudizio sulle informazioni dei network da lui controllati, preferiscono rifarsi al suo operato.

 

Questo ci porta a pensare che il pensiero umano non è controllabile perché si sviluppa in base al totale delle informazioni e per la sua capacità di analisi delle stesse. Certo, può succedere che, l’individuo, in certi momenti storici ,possa essere tratto in inganno dalla propaganda che passa sui media e che tende a falsificare sia le notizie attraverso analisi tendenziose che la manipolazione dei concetti di base della costituzione su cui si basa lo stato democratico. Questo “inganno”, però, non deriva dal controllo del suo pensiero, ma dall’influenza che la propaganda ha sul suo giudizio ma che, però, lasciano intatte le idee di base dell’individuo; idee da cui parte la sua analisi e rimangono l’unico metro di giudizio.

 

Pertanto, pensare – come hanno fatto molti - che i moderni mezzi di comunicazione renderanno possibile il controllo del pensiero, non è vero perché, comunque, la capacità di giudizio del singolo, avendo come riferimento le sue idee personali, alla fine, sarà sempre in grado di accorgersi dell’inganno subito.  

 

Inoltre, in democrazia, i media dipendono comunque dal “pubblico” che ne decreta il successo o l’insuccesso che, appunto,viene decretato sia da quanto detto sopra sia dalla possibilità di esprimersi liberamente.

 

È il pubblico, cioè, il cittadino, il popolo, il votante o comunque lo si voglia chiamare, a decidere quale network informativo è valido al fine dello sviluppo del proprio pensiero. Però, questo è possibile quando l’individuo ha il controllo delle sue libertà, non deve, cioè, dipendere da altri per esercitare i propri diritti. In caso contrario, ovvero in una dittatura, l’individuo/popolo, non potendo esercitare i suoi diritti, rimane soggetto al controllo del potere; e lo strumento più idoneo che il potere ha a disposizione è proprio l’informazione controllata.  In questo caso, pur rimanendo valida l’analisi fatta prima,  rimane più esposto all’influenza dell’idea dominante che, però, sarà sempre un’influenza e non controllo del pensiero.

 

La manipolazione del pensiero rimane comunque un fatto grave perché, pur lasciando intatta la capacità di analisi, ne devia il suo evolversi su binari che non corrispondono a quelli delle proprie idee. È importante, al riguardo, cercare di mantenere viva la propria individualità come garanzia di libertà individuale.

 

Scritto da: francescoverduc Link permanente | Commenti (0)

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